RACCOLTE E CONTEST TERMINATI!

domenica 2 dicembre 2012

LE MIE CAPESANTE 'ETNICHE'!!

 Ho pensato a questo antipastino un po' particolare per 
un contest speciale:
ovvero..
ho fatto incontrare alle capesante il couscous per creare un antipastino un po' insolito
ma spero anche originale..
adatto anche alle prossime feste!!
Vi propongo 2 versioni:
nella prima: capesante scaloppate al cognac 
su letto di coucous saltato ai piselli
e fonduta di toma


nella seconda: capesante sempre al cognac
su letto di coucous ai saltato ai peperoni
e crema di peperoni


Ingredienti:
- per 8 ccapesante:
  • 8 capesante fresche e il loro guscio
  • burro
  • farina
  • olio evo
  • sale e pepe
  • cognac
  • 8 cucchiai di cocuscous
  • 1/4 di cipolla tritata finissima
  • 4 cucchai di pisellini fini surgelati
  • burro
  • brodo vegetale
  • 1/4 di peperone tagliato a cubetti piccolissimi
  • 1 peperone e i 3/4 rimasti del precedente
  • latte
  • 2 cucchiai di passata di pomodoro fresco
  • 2 foglie di basilico
  • un goccio di vino bianco
  • 1 fettina di toma
  • noce moscata

Preparazione:
La parte più impegnativa riguarda la preparazione della fonduta e 
della crema di peperoni:
- Per la fonduta:
Tagliare a cubetti la toma e ricoprirla di latte, salare e pepare,
spolverare di noce moscata, quindi scaldare o abagnomaria, o in microonde, 
fino a completo scioglimento del formaggio,
tenete al caldo ed eventualmente passate al mixer prima di impiattare
per renderla omogenea e fluida.
-Per la crema di peperoni:
in un padellino antiaderente saltate il peperone tagliato a pezzetti con un filo d'olio,
sfumate con un goccio di vino bianco, regolate di sale e pepe,
aggiungete il pomodoro e il basilico e lasciate cuocere a fuoco dolce
finchè il peperone non sarà tenero.
Passate al mixer aggiungendo un filo di latte per ottenere la giusta cremosità!
Tenete al caldo.
- Per le capesante al cognac:
Lavate bene le capesante dividetele dal guscio,
 tamponatele bene con carta assorbente,
quindi passatele nella farina.
scaldate in un padellino antiaderente una noce di burro,
aggiungete le capesante, sale e pepe, 
sfumate con abbondante cognac.
Fatele dorare bene da entrambi i lati, aggiungete un goccio di brodo e portate a cottura
 Tenete in caldo.
Nello stesso padellino dove avete cotto le capesante 
fate soffriggere la cipolla con un filo d'olio,
mettetene da parte metà e alla rimanente aggiungete il peperone a dadini,
sfumate con un goccino di vino bianco,aggiungete sale e pepe, 
lasciate cuocere 5-6 minuti quindi aggiungete  un bicchiere di brodo circa
e 4 cucchiai di couscous, lasciate che assorba tutto il brodo a fuoco dolce.
Contemporaneamente in un altro padellino aggiungete all'altra metà di cipolla
una noce di burro e i pisellini, sfumate con un goccio di vino, aggiungete sale e pepe e
portate a cottura aggiungendo brodo vegetale. 
Una volta teneri i pisellini aggiungete un bicchiere circa di brodo e il couscous 
rimanente, lasciate che assorba tutto il liquido a fuoco dolce.
A questo punto potete quindi impiattare:
in 4 gusci disponete un velo di crema di peperoni, 
sopra una cucchiaiata abbondante di couscous ai peperoni,
infine la capasanta e decorate con un poco di crema di peperoni ancora. 


Negli altri 4 gusci disponete invece un velo di fonduta, 
sopra un cucchiaio abbondante di couscous ai piselli,
la capasanta e infine decorate con un poco di fonduta.  


Potete servire direttamente oppure passare prima sotto al
grill per pochi minuti!!

mercoledì 28 novembre 2012

ARANCINI FOREVER!!!!!


Sempre in extremis ma anche stavolta ce l'ho fatta ed è una bella lavorata!
La versione che vi propongo è ideale come aperitivo, 
si tratta di mini-arancini  che ho farcito in diversi modi:
- con un ripieno a base di carciofi trifolati e besciamella,
- con un ripieno a base di sugo di salsiccia e porcini e besciamella,
- con ripieno 'classic' toma piemontese e prosciutto di praga,
-infine il..ripieno 'cult'...con ovetti di quaglia!

Ingredienti:
Per il riso: 

1/2 kg di riso vialone
  brodo vegetale (con carota, cipolla, sedano)
una bustina di zafferano
2 noci di burro
 2 cucchiai di parmigiano grattugiato
1 cucchiaio di cipolla tritata fine
olio evo q.b.
sale q.b.

Per la besciamella :

1 tazza di latte + 2 cucchiai scarsi di  farina + 10 g di burro + sale q.b.  e noce moscata a piacere
Per il ripieno con i carciofi: 
1 tazza di carciofini a spicchi surgelati+1 spicchio d'aglio+olio evo+burro+vino bianco+brodo vegetale+prezzemolo fresco tritato
Per il ripieno di porcini e salsiccia:
1 cucchiaio di cipolla tritata+1/2 salsiccia sbricciolata+3 porcini medi surgelati o freschi+olio evo+sale e pepe+1 spicchio d'aglio pelato e privato del germe+vino bianco+prezzemolo fresco tritato
Per il ripieno classic: cubetti di toma e 1-2 fette di praga
Per il ripieno 'cult' :4 ovetti di quaglia lessati 

Per la lega come da regolamento:
400-500  ml d'acqua
la metà di farina
una manciata di sale

Per la panatura:  abbondante
 pangrattato


(io l'ammetto...avrei fatto come tradizione a casa mia..


noi le chiamiamo..qui al nord..le palle di riso!!


e invece di passarle nella lega e impanarle le passiamo nella farina e poi nell'uovo sbattuto e nel pan grattato)

Per la frittura:
 olio di semi di mais abbondante per poter friggere in olio profondo


Procedimento:
Dovendo rispettare precise regole vi riporto quasi uguale il procedimento di Roberta per evitare errori!
Vai col risotto:
Il riso va preparato con qualche ora d'anticipo, perché al momento della preparazione delle arancine dev'essere ben freddo.

Preparare il brodo vegetale con gli aromi. Una volta pronto, rimuovere la carota, il sedano e la cipolla di cottura e sciogliere lo zafferano nel brodo. Regolare di sale.
In un tegame capiente, dare un giro abbondante di olio evo e fare appassire la cipolla tagliata finemente. Versare il riso e fare tostare un pochino. Versare nel tegame buona parte del brodo, non tutto in modo da poterne aggiungere all'occorrenza regolandosi in funzione del tipo di riso e della sua cottura.



Fermare la cottura quando il riso sarà al dente e si presenterà piuttosto compatto (ovvero non dev'essere cremoso come un tipico buon risotto!). Immergere il tegame nel lavello riempito d'acqua fredda (evitando che l'acqua entri all'interno) e mantecare con il burro e il parmigiano grattugiato. Se serve, per abbattere la temperatura ed evitare che il riso continui a cuocere, rinnovare l'acqua fredda dentro il lavello.
Una volta tiepido, versare il riso dentro una teglia e lasciare da parte affinché raffreddi completamente. Poi coprire con carta d'alluminio e conservare in frigorifero per almeno 3-4 ore.

Vai con il condimento "ai carciofi e besciamella" e "al sugo di porcini e salsiccia e besciamella":
 preparare una besciamella vellutata e abbastanza  densa  profumata con noce moscata se vi piace (e con il giusto grado di sale, anche questo servirà a dare sapore al ripieno) e lasciare raffreddare.

 Trifolate i carciofi: lasciate scaldare un filo d'olio e una noce di burro con l'aglio pelato, aggiungete gli spicchi di carciofo, sfumate con il vino, regolate di sale e pepe e portate a cottura aggiungendo un po' di brodo vegetale.
Passate al mixer senza ridurre in pappa e aggiungete prezzemolo tritato e 2 cucchiai di besciamella .
Preparate il sugo di porcini e salsiccia: soffriggete l'aglio, la cipolla con la salsiccia aggiungendo pochissimo olio e un poco d'acqua, sfumate con il vino bianco, aggiungete i porcini tagliati a cubetti, regolate di sale e pepe e lasciate cuocere a fuoco dolce per un quarto d'ora circa.
Aggiungete 2-3 cucchiai di besciamella e prezzemolo fresco tritato.

Preparate per finire:
 i cubetti di toma rivestiti con il prosciutto di praga e lessate 4 ovetti di quaglia.
A questo punto potete procedere a mo' di catena di montaggio  per preparare gli arancini!!


..Cominciare dalla preparazione della "lega". Si tratta della pastella di acqua e farina che serve a sigillare l'arancina e a creare una base per la panatura con il pangrattato che aiuterà a conferire doratura, spessore e croccantezza al punto giusto. Versare l'acqua in una scodella profonda, aggiungere la farina, una bella manciata di sale e amalgamare bene con una frusta. Tenere da parte e passare alla creazione delle arancine.



Ci sono vari modi per formare e farcire le arancine, questo secondo me è il procedimento più semplice anche per chi le fa per la prima volta ed è anche quello che consente di organizzare e distribuire meglio il lavoro. Perché in pratica bisogna prima fare tutte le sfere o gli ovali, poi fare il buco, poi farcirle. 

Premesso che le arancine possono essere enormi (da noi c'è un Bar che fa anche l'arancina-bomba!), normali (che comunque sono grandi!) e mignon (di solito come antipasto… o per la colazione dei palermitani più virtuosi!), con una mano prendete un po' di riso in base alla grandezza dell'arancina che desiderate.
Io ho scelto la forma 'mignon per preparle da antipasto!


..Posate la "futura" arancina su un vassoio e ricominciate fino a terminare il riso. Lasciatele riposare per una mezz'ora, in modo che raffreddino (anche se il riso era freddo di frigo, col calore delle mani si saranno un po' scaldate) e che il riso si compatti rendendo poi più facile la farcitura.



..Tenendo la palla di riso con una mano, con il pollice dell'altra mano create un buco in alto e al centro e cominciate ad allargarlo spingendo sia verso il basso che sui lati. Posate nuovamente la palla di riso sul vassoio e passate alle altre, fino a completarle tutte. 

..A questo punto passare alla farcitura. Anche in questo caso, se le prevedete di più tipi, procedere prima con tutte quelle di un tipo poi con tutte quelle di un altro tipo e via così.
Con la punta delle dita prendere un po' di ripieno con e inserirle all'interno del buco precedentemente creato. 
..Poi chiudere l'arancina: un po' spingendo "la conza" - il condimento - verso il basso, e un po' cercando di portare in avanti il riso per chiudere l'arancina. Girare l'arancina tra le mani per darle la forma e per rendere la superficie liscia e compatta, senza buchi o piccole fessure. Posare l'arancina con il ripieno sul vassoio e passare ad un'altra, fino a completarle tutte.
..Al termine, lavare le mani e ripetere l'operazione con un eventuale secondo ripieno.

Quando tutte le arancine saranno pronte sul vassoio, passare alla "lega". Dare qualche colpo di frusta alla pastella per riprendere l'amalgama di acqua e farina e a questo punto immergere singolarmente le arancine dentro la lega, poggiandole poi sul vassoio, fino al completamento dell'operazione per tutte le arancine. Io preferisco separare lega e panatura per fare in modo che la lega scoli un pochino dall'arancina al vassoio e non finisca a fiotti dentro il pangrattato creando un mezzo pappone che poi finisce sulla superficie delle arancine. Scolando, tra l'altro, la lega resta uno strato sottile, sottile sarà la panatura e sottile e croccante sarà la crosticina finale. Naturalmente la lega non deve asciugare troppo, quindi se si devono fare 4658479857858569 arancine magari è il caso di prevedere più step di lega-panatura....
E ora la panatura.

..Versare il pangrattato dentro una teglia e, ad una ad una, passare ogni singola arancina dentro il pangrattato, pressandole bene con le mani per "saldare" bene lega e pangrattato, per rendere compatta la superficie delle arancine e, all'occorrenza, per riprenderne un pochino la forma.

E finalmente la frittura!



Versare l'olio in una friggitrice o in un tegame piuttosto alto. Quando l'olio sarà ben-ben-ben caldo, immergere le arancine per 2-3 minuti o comunque fino a quando non risulteranno dorate in superficie.

Ed ecco le mie creature!!
Mancano solo quelle 'classic' mi è morta la macchina fotografica!!




Modello 'cult' con ovetti di quaglia!!


Con ripieno di porcini salsiccia e besciamella!!


Con ripieno di carciofi trifolati e besciamella!

Scusate le foto tristi!
ma sono di corsissima!
come sempre!



domenica 28 ottobre 2012

IL MIO PAN DOLCE DEL SABATO O QUASI...


Stavolta devo ammettere che è stata dura..
devo ammettere che la ricetta proprio non mi ispirava..
però.. per l'MT-challenge questo e altro..


quindi in extremis oggi mi è toccata anche questa penitenza
ed è risultato a mio parere..un vero disastro..
la prima  treccia era anche venuta bene..

ma in cottura essendo spennellata con lo sciroppo dell'uvetta sciroppata..
si e' un po' troppo abbronzata..
mentre quella che sarebbe dovuta essere la seconda treccia..
si è rivelata un parto gemellare..
però con cottura perfetta..


quindi niente storie per favore..
l'impegno ce l'ho messo tutto..
anche perchè sembrerebbe una preparazione banale..
ma vi assicuro che riuscire a fare la treccia 
può risultare un disastro..
se come me abbondate con il ripieno e il sughetto..

Come da regolamento il procedimento e gli ingredienti 
sono quelli di Eleonora, cambia solo leggermente il ripieno,
ho usato l'uvetta sciroppata che ho preparato io quest'anno!

Ingredienti:
- per due trecce ripiene
  • 500 gr di farina 0
  • 2 uova medie  
  • 100 gr di zucchero
  • 20 gr di lievito di birra
  • 125 ml di acqua tiepida
  • 125 ml di olio extra vergine d'oliva
  • 10 gr di sale
  •  la mia uvetta sciroppata 
  • un cucchiaio di acqua
  • semi di sesamo
Procedimento:
Riprendo direttamente quanto descritto da Eleonora:
Prima di tutto e importantissimo, setacciare la farina.
Sciogliere il lievito nell'acqua tiepida insieme a un cucchiaino di zucchero 
e far riposare una decina di minuti fino a far formare una schiuma.
 Mischiare la farina, il sale e lo zucchero e versarci il lievito e cominciare ad impastare, versare poi l'olio e per ultimo le uova, uno ad uno, fino alla loro incorporazione.
 Lavorare fino a che l'impasto si stacchi perfettamente dalla ciotola, lasciandola pulita.
Lasciar lievitare per almeno due ore, 
 dopodichè, sgonfiare l'impasto e tagliarlo in due parti uguali.
 Tagliare poi ognuna delle parti in tre.
Stendere su un piano infarinato ognuna delle parti lunghe circa 35 centimetri e larghe 15. 
Da questo momento in poi..
comincia il mio procedimento..
un dramma!!!
una volta preparate le prime tre strisce ho distribuito una quantità..
direi dignitosa e non esagerata di uvetta sciroppata con un po'..
e dico po' di sughetto..
ma evidentemente la mia generosità è sempre troppa..
e al momento di richiudere ogni striscia su se stessa per sigillare il ripieno 
e formare la treccia è stata un disastro!!!!
avrei voluto mettere le foto..ma mi avrebbero squalificato dall'MT-challenge..
però credo sarebbero state di conforto per chi come me ha voluto osare!!


Quindi una prima treccia nonostante tutto è venuta decente,


l'altra povera non ce la poteva fare e durante il trasporto sulla teglia..
si è riprodotta per mitosi dando origine a due piccole trecce siamesi!
Una volta sistemate,finalmente, le trecce sulla teglia 
(lo so' ho usato la carta forno invece di ungerla...ma a questo punto non ce la facevo più..)
Ho  spennellato con lo sciroppo dell'uvetta diluito e cosparso con semi di sesamo tostati
quindi lasciato lievitare ancora al caldo per 2 orette circa.
Finalmente ho poi infornato a 200°, forno statico, sul ripiano centrale,
(una treccia alla volta altrimenti cuociono male)
per circa 20 minuti..
Naturalmente è salito il panico quando la prima treccia 
dopo soli dieci minuti era già scuretta sopra,
ho abbassato leggermente la tempratura e 
poi per fortuna si è mantenuta costante fino a cottura ultimata!
che ansia!!!!


Però alla fine i risultati ci sono stati!!!
cottura perfetta! i miei giudici di casa l'hanno trovata un preparazione
spettacolare, ma assaggiata prima e..
già finita dopo neanche mezz'ora dall'uscita dal forno!


venerdì 28 settembre 2012

MINI DELIZIE ALLA FRAGOLA UN DOLCE PENSIERO PER DIRE GRAZIE...

una piccola tortina colorata 
per rallegrare la giornata ad un'anziana vicina!!


niente di speciale solo stavo preparando un dolce per il compleanno di un'amica e
avanzandomi un po' di pasta sfoglia e delle fragole 
ho pensato di prepararne un mini- da regalare alla mia vicina 
una simpatica vecchietta che fin da piccola mi ha sempre coccolato,
che seppur avendo superato gli ottanta è ancora in formissima,
cucina ancora, ma non cose troppo elaborate 
 anche perchè sola..


Ho pensato quindi di proporre questa semplice ricetta 
per il contest di Dolcigusti,
in collaborazione con Zalando
e a proposito del motivo del contest il vestito che regalerei è questo sogno!!!
di certo non per la mia vicina, ma perchè lei era sarta e bravissima
pensate che fin da piccola le dicevo sempre che mi avrebbe dovuto fare lei 
il mio vestito da sposa e io l'avrei ricamato!!
purtroppo ora non riesce più a cucire,
ma tutte le volte che ci vediamo
ce lo ricordiamo ancora!!


e questo vestito è veramente un sogno!!
forse importabile..
ma io lo metterei lo stesso anche solo per andar fuori a cena..
ma io sono matta così e non faccio testo..
ora ritorno alla ricetta..

Siamo quasi in autunno e forse è più una ricetta primaverile, 
ma le fragole ormai si trovano tutto l'anno!
e un po' di colore ci fà ricordare ancora un po' l'estate!!

Ingredienti:

  • pasta sfoglia già pronta circa una sfoglia rotonda del diametro di 12 cm
  • ritagli di pan di spagna alla mandorla o anche normale
  • liquore all'amaretto
  • 4-5 cucchiai di crema simil-inglese (poi vi spiego..)
  • una decina di fragole
  • zucchero vanigliato
  • gelatina per torte di frutta
Procedimento:
Dal momento che questa torta è stata fatta con quanto mi era rimasto 
dalla preparazione di un'altra torta non ho messo gli ingredienti e il procedimento per la preparazione di tutti i componenti e 
ben si presta ad essere preparata con quanto vi trovate già in casa!
inoltre è abbastanza veloce da preparare.
Vi spiego lo stesso alcuni passaggi se volte farla in dimensioni normali:
per il pan di spagna alla mandorla:
ingredienti:
  • 3 uova
  • 50 gr zucchero vanigliato
  • 50 gr zucchero
  • 130 gr farina con lievito
  • essenza di vaniglia
passate al mixer lo zucchero normale e le mandorle insieme,
quindi impastate insieme agli altri ingredienti,
 tranne i bianchi che aggiungerete alla fine montati a neve.
Rivestite la placca da forno con cartaforno
e distribuite in un unico strato l'impasto.
Infornate a 170°, forno ventilato, ripiano centrale per 10-15 minuti
finchè non sarà ben gonfio e dorato.
Per la crema simil-inglese:
ingredienti:
  • 250 gr di panna fresca
  • 200 gr di latte
  • 5 cucchiai di zucchero vanigliato
  • 2 cucchiai di maizena abbondanti
  • essenza di vaniglia
  • 2 tuorli
Scaldate latte, 2/3 dello zucchero e panna fino al bollore, 
quindi fuori dal fuoco aggiungete i tuorli sbattuti con il resto dello zucchero e la maizena,
a filo e sempre mescolando con la frusta,
rimettete sul fuoco e sempre mescolando lasciate cuocere 
finchè non addensa ma senza superare gli 80°.
 
 
Preparate quindi la tortina  rivestendo una pirofilina di 10-12 cm di diametro
con un cerchio un po' più grande di pasta sfoglia sottile,
lasciate che il bordo svasi un poco,
spennellate con liquore al'amaretto diluito con acqua,
quindi stendete uno strato di pan di spagna, anche a ritagli, tanto non si vede,
e bagnate anch'esso abbondantemente con il liquore.
 
 
Distribuite infine la crema fino ad arrivare quasi al bordo
e infornate a 160-170° per  circa una mezz'ora, ripiano centrale e forno ventilato,
finchè i bordi della sfoglia non saranno ben dorati e la crema comincerà a dorarsi.
Lasciate raffreddare.
 
 
Preparate quindi le fragole, tagliandole a pezzetto e saltandole a fuoco vivace per 5-10 minuti,
in padella, con il liquore all'amaretto e due cucchiai di zucchero vanigliato.
Preparate la gelatina (io utilizzo le bustine di tortagel)
distribuite le fragole sulla tortina in..modo artistico!!
e ricoprite il tutto con la gelatina!
Lasciate raffreddare  




LE BOMBOLINE DELL'ARTUSI


Dal momento che le mie ricette regionali di pasta fresca purtroppo le ho già pubblicate..
per il contest de Il Molino Chiavzza 
ho trovato qualcosa di carino da proporvi lo stesso!!
non si tratta di pasta fresca intesa come tagliatelle o altri formati di pasta,
ma di una 'pasta' da servire con il brodo o altre zuppe
 un po' particolare....
che spero possa comunque andar bene!!!
è una pasta povera dell'Emilia Romagna firmata però Artusi!!
naturalmente rivisitata a mio modo:

Ho realizzato la ricetta n°24
Sono le bombe composte del n. 184 meno la mortadella; per eseguirle guardate quindi quella ricetta, la cui quantità può bastare per otto o dieci persone, tanto rigonfiano per uso di minestra, anche se le terrete piccole quanto una nocciola. Per gettarle in padella prendete su il composto col mestolo, e colla punta di un coltello da tavola, intinto nell'unto a bollore, distaccatelo a pezzettini rotondeggianti. Friggetele nel lardo vergine o nel burro, ponetele nella zuppiera, versateci sopra il brodo bollente e mandatele subito in tavola.
Per avvantaggiarvi, se avete un pranzo, potete fare il composto il giorno innanzi e friggere le bomboline la mattina dipoi; ma d'inverno non patiscono anche se stanno fritte per qualche giorno.



come spiega appunto l'Artusi nel suo libro 
e qui la ricetta 184:

Queste bombe devono essere scoppiate la prima volta a Bologna. La carica che contengono di cacio e mortadella me lo fanno supporre. Comunque sia, aggraditele perché fanno onore all'inventore.

Acqua, grammi 180.
Farina, grammi 120.
Formaggio gruviera, grammi 30.
Burro, quanto una noce.
Mortadella di Bologna, grammi 30.
Uova, n. 3.
Un pizzico di sale.

Mettete l'acqua al fuoco col burro e col sale e quando comincia a bollire gettate in essa il formaggio a pezzettini e subito la farina tutta in un tratto rimestando forte. Tenete la pasta al fuoco 10 minuti circa rimuovendola sempre, poi lasciatela diacciare. Lavoratela moltissimo ed a riprese col mestolo gettandovi un uovo per volta, prima il rosso poi la chiara montata, e quando sarete per friggerla aggiungete la mortadella a dadi larghi un centimetro e grossettini. Qualora l'impasto riuscisse un po' troppo sodo per la qualità della farina, o perché le uova erano piccole, aggiungetene un altro e ne otterrete tante che basteranno per sei persone. Se queste bombe sono venute bene, le vedrete gonfiare e rimaner vuote dentro, ma ci vuol forza in chi le lavora.
Servitele calde per contorno a un fritto di carne o di fegato, oppure miste a qualunque altro fritto.

Ora la mia versione,
praticamente ho preparato queste bomboline, senza la mortadella dentro,
ma con parmiggiano reggiano grattuggiato e scamorza invece della fontina,
per poi servirle in una zuppetta leggera al pomodoro fresco e basilico.

Ingredienti:
per 4 persone:
- per la zuppetta:
  • 3 pomodori ramati maturi
  •  brodo vegetale preparato con sedano carota e cipolla
  • sale e pepe
  • olio evo
  • basilico fresco
-per le bomboline:
  • 180 gr di acqua
  • 120 gr di farina
  • 30 gr di scamorza grattuggiata
  • 30 gr parmiggiano reggiano
  • una noce di burro
  • 3 uova
  • un pizzico di sale
  • noce moscata
  • olio d'arachidi
Procedimento:
Preparate prima la zuppetta, tagliate a pezzetti i pomodori
e lasciateli cuocere nel brodo vegetale, (almeno 1 litro)
per una quarantina di minuti.
Passate quindi i pomodori e aggiungete qualche foglia intera di basilico,
regolate di sale e pepe e un filo d'olio evo e lasciate cuocere a fuoco bassissimo 
fino al momento di aggiungere le bomboline.
Preparate le bomboline come spiegato dall'Artusi,
più si lavora l'impasto meglio si gonfieranno le palline!!
e sostituite alla mortadella il parmiggiano e alla fontina la scamorza (io avevo questa in casa)
e profumate con una grattatina di noce moscata
(io l'adoro e secondo me ci stà proprio bene!!)


Friggetele in abbondante olio caldo, provate con 2-3 la temperatura 
perchè dev'essere azzeccata altrimenti si impregnano d'olio e non si gonfiano bene.
Per formare le palline aiutatevi con due cucchiaini,
e prelevate un po' d'impasto lavorandolo come per formare delle piccole qenelle,
 devono avere la forma di nocciole
non più grosse perchè poi si gonfiano!
(Sono buonissime anche da mangiare così,
provate a farle perchè meritano,
io le ho servite come antipasto ad una cena appena fritte 
e ripiene con dadini piccolissimi di wurstel)


Disponete quindi la zuppa nelle fondine e
aggiungete le bomboline
quelle che avanzano.
se non ve le sarete mangiate prima..
servitele a parte!!

LA MIA MINI TORTA-'AUTUNNALINA'.....




Ebbene sì...
invece della classica torta pasqualina 
che avrei dovuto preparare per l'MT-challenge di ottobre..

e dal momento che è stagione di funghi qui dalle mie parti:


non potevo non resistere e presentarvi la mia versione 'autunnalina'!!!
Come da regolamento la base di pasta è la ricetta di Vittoria
ma nel ripieno ho cambiato praticamente quasi tutto..
ho sostituito bietole e spinaci con i miei porcini!!!
mantenuto ricotta e formaggio 
eliminato l'uovo (a me proprio l'uovo non piace nelle torte salate)
e come al solito ve l'ho presentata in versione 'mini'!!! 

Ingredienti:
-per circa 10 tortine
- per il ripieno:
  • 2-3 porcini medi
  • olio evo
  • sale pepe
  • uno spicchio d'aglio pelato e privato del germe
  • un cucchiaio di prezzemolo fresco tritato
  • 4 cucchiai di ricotta
  • 4 cuccchiai di parmiggiano reggiano grattuggiato
- per la pasta:
  • 300 gr di farina 00
  • 30 gr di olio evo
  • 1/2 bicch. di vino bianco secco
  • 1/2 bicch. di acqua
  • un pizzico di sale
  • pirottini da crostatina  (li ho trovati all'ikea)

Procedimento:
-Preparate prima l'impasto per la base di pasta:
impastate tutti gli ingredienti fino ad ottenere un bel impasto  elastico e
non appiccicosa (eventualmente aggiungete un po' di farina)
dividetelo in piccole palline grandi come noci,
ne dovrete ottenere quasi una trentina,
lasciatele riposare un'oretta.


-Preparate quindi il ripieno:
Pulite i porcini e divideteli a piccoli cubetti,
passateli in padella con un filo d'olio evo, sale e pepe e
l'aglio,
lasciateli cuocere a fuoco dolce per una decina di minuti,
aggiungete il prezzemolo fresco e lasciate insaporire ancora qualche minuto.
Passateli quindi al mixer insieme alla ricotta e parmiggiano,
controllate che sia abbastanza saporito come ripieno
e lasciate intiepidire.
Riprendete le palline di pasta,
per ogni stampino ho utilizzato 3 sfoglie, 5 mi sembravano sproporzionate
per le dimensioni complessive della tortina.
Stendeteli come indica Vittoria (prima uno poi su questo il secondo, 
prima ungendolo)
utilizzandone 2 per rivestire lo stampino lasciano che abbondi dal bordo 
per poter poi richiudere il tortino.


Stendetevi abbondante ripieno e poi ricoprite con il terzo strato
sigillando con i due sottostanti che avete lasciato abbondanti.
Io per motivi di tempo non ho fatto 'il giochino della cannuccia',
ma alla fine si sono gonfiati lo stesso durante la cottura!


Infornate, in forno ventilato, ripiano centrale, 
a 180° per 15-20 minuti fino a che non saranno 
ben gonfi e dorati!!
Aspettate un attimo prima di addentarne uno..
ustionano!!!!!


Sperando che la mia versione possa esservi piaciuta lo stesso!!
a presto!!